DAVIDE FALAVIGNA E’ FELICE DI STARE AL CADIDAVID

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28 Novembre 2016 – www.pianeta-calcio.it

Sono pochi i giocatori che al giorno d’oggi restano legati ad una maglia per molto tempo. Stanno sparendo sempre più le cosiddette “bandiere”. Non ci sono più i Totti, i Maldini, i Zanetti. Anche nel calcio dilettantistico è sempre più difficile trovare chi si lega ad una società per tanti anni. La verità è, che anche nelle categorie più basse, si tende sempre più a giocare per soldi, in un calcio che ormai non paga più come pagava quello di 10 o 15 anni fa. Non bisogna però generalizzare. Partiamo dal presupposto che con i tempi che corrono arrotondare qualcosina con il calcio fa comodo a tutti, quindi queste scelte non sono certo da condannare, ci mancherebbe. Davide Falavigna, attaccante del Cadidavid classe 1987, rappresenta come ci si possa ancora legare per tanto tempo ad una società, il Cadidavid nello specifico.

Davide, com’è il momento attuale della squadra?
“Il momento della squadra è buono, importante è stata la vittoria di domenica contro l’Alba Borgo Roma. Occupiamo una buona posizione di classifica, abbiamo 7 punti di vantaggio sulla zona play out, ma dobbiamo cercare di raggiungere la salvezza il prima possibile. Sarebbe molto bello disputare un campionato “tranquillo”.

Rispetto all’anno scorso avete cambiato mister, come ti trovi con Fabrizio Sona? “Con mister Sona mi trovo davvero bene. Penso che rispetto a Canovo, che ci ha allenati lo scorso anno, Sona lavori di più sulla testa dei giocatori, sulla fame di vittorie e sulla grinta. È un grandissimo motivatore quindi, lo ritengo molto valido sia sotto il profilo umano sia come uomo di campo. Gli allenamenti sono molto piacevoli ed interessanti: hanno lo scopo principale di tenere un’ intensità alta. Solo così un esercizio può diventare “allenante”. Sfogliamo molto spesso partite a campo ridotto, brevi ma intense”.

Davide, quali sono le tue favorite per la vittoria finale?
“Per quanto riguarda le favorite le vedo bene Provese, Sona e Garda, ma anche San Martino ed Aurora Cavalponica. Il resto del campionato è molto combattuto, non vedo una squadra spacciata, lotteremo tutti per la salvezza”.

Qual’è il segreto di una società che riesce a fare bene e a mantenere la categoria ogni anno, nonostante non disponga di un grosso budget economico? “Attualmente è il quarto anno che vesto la casacca bianco-azzurra; penso che il segreto consista in una grande organizzazione ed in una grossa, anzi grossissima dose di umiltà, che al giorno d’oggi è sempre più difficile trovare. Il Cadidavid è la dimostrazione di come avendo all’interno della società persone competenti che sanno di calcio si possa fare bene ed anche con poche risorse economiche e si possano comunque ottenere buoni risultati. Ci sono società che magari hanno molti più soldi da investire, ma che non hanno le competenze adeguate”

Davide, tu qualche offerta importante l’hai rifiutata, cosa ti ha spinto a rimanere a Cadidavid? “Si è vero, qualche offerta importante l’ho rifiutata, ma capisco anche chi va’ a giocare per grosse cifre. Quando trovi una società come questa che non ti fa mancare niente, che ti vizia, che ti coccola magari fai due conti economici sulla tua vita e capisci che non vale la pena per qualche soldino in più andare in una società che non conosci, e che non sai cosa ti possa garantire. È davvero molto difficile trovare una società come il Cadidavid quindi una volta che ci arrivi devi pensarci bene prima di lasciarla”.

Davide tu hai anche allenato il settore giovanile, pensi che si siano persi alcuni valori? In un futuro ti vedi allenatore di una Prima squadra. “Si, ho ho avuto la fortuna di allenare i bimbi. Già nelle scuole calcio si vuole imporre la vittoria fin da subito e secondo me questo è sbagliato. Un ragazzino all’inizio deve soltanto pensare a divertirsi e deve apprendere i valori umani, il rispetto e l’educazione. Invece da noi fin da piccoli bisogna subito vincere. Questo poi si riflette quando si diventa più grandi e vedo che molti giovani al giorno d’oggi non hanno più la passione che si aveva un tempo. Bisogna giocare per passione, soprattutto in queste categorie. Mi piacerebbe che prima di tutto fin dai pulcini si insegnasse ad amare questo sport per quello che é, non necessariamente per arrivare a diventare dei professionisti. Dopo l’esperienza di allenare i giovani penso che allenare non faccia per me, mi piacerebbe più un ruolo a livello dirigenziale, per il futuro mi vedo più come direttore sportivo che come allenatore, poi nella vita non si sa mai”.

Davide Falavigna di gol ne ha fatti tanti nella sua carriera, ma il più bello l’ha fatto sicuramente qualche mese fa con la sua compagna Marta. La redazione di pianeta calcio si unisce per le congratulazioni a Davide e a Marta, che ha dichiarato” tra poco sapremo se sarà una femminuccia o se diventerà uno scarso giocatore di calcio come il papà”.

Mattia Cacciatori per www.pianeta-calcio.it